Guardare oltre le sbarre grazie a un cane
Una bella esperienza di empatia e prosocialità si è da poco conclusa presso la Casa Circondariale di Camerino. Protagonisti 18 detenuti e un labrador di nome Borys che hanno condiviso il progetto Educare e reintegrare con gli animali, patrocinato dal Comune di Camerino e condotto dalla dott.ssa Monika Delmanowicz.
Il percorso è iniziato con una lezione teorica che ha fornito i primi elementi di conoscenza etologica del cane e delle modalità corrette di avvicinamento a questo animale. Successivamente ognuno dei partecipanti ha imparato a relazionarsi con il cane, a prendersene cura e a dargli dei piccoli comandi usando tutte le accortezze necessarie a non causare disagio all'animale.
Ogni incontro si è articolato ponendo obiettivi specifici riconducibili ad una serena convivenza quotidiana. Il cane, animale autentico ed inclinato alla relazione, è stato di supporto nella interpretazione degli atteggiamenti, delle difficoltà e delle aspettative, dando la possibilità di affrontare, nella pratica, temi come la consapevolezza delle norme che regolano il comportamento umano e quello del cane, le capacità comunicative, la gestione dei problemi interpersonali, le emozioni proprie ed altrui, la fiducia e la responsabilità. In questo modo si è lavorato sulla ricostruzione e riorganizzazione di ricordi passati legati alla percezione di sé stessi, degli altri e degli animali, aprendo a nuove esperienze positive. Un'occasione relazionale che è stata anche d'aiuto per arricchire e migliorare la lingua italiana dei detenuti provenienti dall'estero.
Durante il corso è stato sottolineato che gli animali non sono uno strumento da sfruttare, ma partner con i quali si può collaborare schiudendo un vero e proprio rapporto amicale oltre che possibilità di lavoro come ad esempio nei canili, o quali operatori cinofili o pet-terapy, dog-sitter, ecc..
Essendo questo il quarto anno di seguito che il progetto ha luogo, si è notato che il ricordo del simpatico cagnolino suscitava durante l'anno di attesa emozioni di gioia e la speranza che qualcosa di “buono” potesse accadere. Come scrive una ragazza nelle lettera indirizzata a Borys: (…) Le mie concelline mi hanno parlato di te nel periodo di degenza in questo carcere creando in me una voglia pazza di conoscerti (…). Il valore del ricordo positivo ha aumentato la speranza e i detenuti che hanno partecipato al corso gli anni precedenti hanno tramandato i racconti sulla vivacità e l'allegria di Borys. Il giardino del carcere è stato associato ad un evento positivo come giocare con il cane, strappando un piccolo sorriso nei momenti di amara solitudine: A volte, quando soffro più del solito di malinconia e dalle sbarre della finestra guardo il giardino, ridacchio tra me e me, pensando agli enormi crateri che scavi e all'allegria che, con quel semplice gesto, porti nel cuore di chi ti guarda.
In alcuni partecipanti la vicinanza di Borys scatenava un intimo bisogno di contatto con un altro essere, una liberazione interiore ed un gioco di fiducia e di sicurezza. Gli utenti si sono abbandonati ad una spontaneità nel coccolare, baciare, abbracciare, sussurrare parole dolci al cane. In tutto questo si percepiva autenticità e naturalezza, tenendo conto che il premio più grosso era una leccata del cane o la sua zampa.
Per persone che si trovano all'interno del carcere l'aspetto ludico è una notevole fonte di creatività e anche un ponte con il mondo esterno. Divertendosi, e quasi senza accorgersene, i partecipanti riuscivano a dirigere da soli il cane e a fargli effettuare vari comandi. Scherzando, criticando i comportamenti non corretti verso l'animale e dandosi i consigli a vicenda, i detenuti hanno stabilito un'armonica interazione all'interno del gruppo, mostrando un netto miglioramento dei rapporti affettivi e sociali.
Borys, con la sua simpatia, vivacità, calore e accoglienza “non giudicante”, ha creato delle situazioni buffe e stimolanti (come fare gli scavi sotto il muro per nascondere la pallina o leccare tutti per il benvenuto) facilitando la risposta positiva, giocosa e spontanea nell'esprimere affetto nei suoi confronti e nel giocare nel riporto della pallina: (..) tu (Borys) mi hai fatto ritornare il sorriso, mi hai distratto dai cattivi pensieri.
Il progetto si è concluso con la consegna degli attestati di partecipazione alla presenza della direttrice dott.ssa Eleonora Consoli.
I cinque incontri di un corso ovviamente non bastano per educare al rispetto dei valori su cui si fonda la convivenza civile, ma d'altra parte è necessario aiutare i detenuti a vivere le emozioni e le esperienze nuove per sottrarli al ruolo di spettatori passivi, offrendo opportunità di crescita, di autonomia, di maggiore accettazione di se stessi e degli altri che possono condurre a inattese possibilità di cambiamento e prospettive, come si legge in una delle lettere: Grazie, perché con te (riferito al cane) i miei pensieri, tristezza, solitudine e non voglia più di vivere, tu sei riuscito a far scatenare nel mio cuore la voglia di continuare a combattere (…) io ho provato il suicidio, ma ti giuro che mi hai trasmesso la piccola voglia di vivere.
Matelica, ruba le offerte in chiesa e si confessa.
In tempi di crisi, capita oramai di venire a conoscenza di episodi davvero curiosi, capaci di strappare un sorriso, se non fosse per le cause che stanno alla base del gesto stesso. Ecco quindi che un ladro, entrato a rubare all'interno di un luogo ritenuto sacro per eccellenza, può cercare poi un'immediata assoluzione, col risultato di venire incastrato dalle telecamere.
Il fatto è accaduto qualche giorno fa in una parrocchia di Matelica. Il parroco, prima di iniziare la funzione religiosa, si è accorto che qualcuno aveva forzato le cassette per le offerte ed era riuscito ad appropriarsi del contenuto, una somma di circa duecento euro. Il prelato si è quindi recato presso la Stazione dei Carabinieri di Matelica per sporgere denuncia: dopo un immediato sopralluogo, i militari hanno potuto constatare di persona che le quattro cassette erano state in effetti aperte tramite un arnese da scasso. La dinamica del furto è stata poi ricostruita grazie alla visione dei filmati registrati dalle telecamere a circuito chiuso installate nella basilica: e qui, la sorpresa. Le riprese mostrano infatti un giovane che, dopo essere entrato in chiesa, estrae un cacciavite dal proprio giubbotto e, forzando appunto le cassette delle offerte, si impadronisce della refurtiva, che ripone in tasca. Dopo aver commesso il furto, però, il giovane non si affretta a fuggire, come ci si aspetterebbe da un qualsiasi ladro; forse, prevale in lui il desiderio di liberarsi la coscienza dal peso del crimine compiuto, fatto sta che si reca a confessarsi, prima di uscire dalla chiesa. Il ragazzo è stato identificato dai Carabinieri in un 33enne del luogo, con precedenti specifici e problemi connessi alla tossicodipendenza, nei cui confronti è scattata pertanto la denuncia per furto aggravato alla Procura della Repubblica di Macerata. Probabimente, le autorità competenti non saranno altrettanto generose, nel concedere assoluzione e perdono, di quanto lo possa essere la Chiesa.
In provincia si discute di rifiuti
Domani 31 ottobre, alle 15, la sala consiliare della Provincia ospita la seduta della nuova struttura giuridica composta dai sindaci e presieduta da Antonio Pettinari. L'Assemblea avrà il compito di programmare, organizzare e controllare il servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani all'interno dell'Ambito territoriale ottimale n. 3 - Macerata.
L'argomento principale all'ordine del giorno riguarda l'affidamento del servizio di gestione dei rifiuti, nella modalità in house providing, al Cosmari. Favorevole il contesto, dopo l'accordo raggiunto due giorni fa, tra Smea e Cosmari, con l'acquisizione della Smea da parte del Consorzio.
Ancora risate a Tolentino
Grande successo per la Biennale Internazionale dell'Umorismo nell'Arte, le cui mostre sono state prorogate fino al 30 novembre. Da non perdere, a Palazzo Sangallo, “O combatti o scappi (oppure ridi)”, l'expo delle opere selezionate tra le partecipanti alla 27° edizione della Biennale.
A Palazzo Parisani-Bezzi sono invece allestite le mostre “Lineis et coloribus”, con le opere della scuola romana, il meglio della pittura degli anni Trenta e la personale di Anastasia Kurakina, vincitrice della precedente edizione della Biennale.
Al Castello della Rancia continua a incantare i visitatori la retrospettiva dedicata ai trent' anni di spettacoli della Compagnia della Rancia, che propone un viaggio nel teatro musicale italiano: da Tolentino ai più importanti palcoscenici, tra foto, costumi e scenografie.
Infine, giovedì 31 ottobre, a Palazzo Parisani-Bezzi, è in programma “Non Sensi”, appuntamento che prevede alle 16 una visita guidata alle mostre della Biennale e, alle 18, al Museo della Caricatura di Palazzo Sangallo. Prevista anche una conferenza intitolata “Il nonsense? E' lo stimolo del piacere”, con la partecipazione di Lucrezia Ercoli, Pierfrancesco Giannangeli e Antonio Tolve.
Tante le iniziative speciali in programma per tutto il mese di novembre, tra cui l'ingresso ridotto dal martedì al venerdì, l'ingresso ridotto agli under 30 il sabato e la domenica, e lo sconto sui cataloghi delle mostre.
Conservando il biglietto d'ingresso si avrà anche diritto a uno sconto per pernottare o mangiare. (consultare l'elenco su www.biennaleumorismo.it).
Furto di rame alla Mediterranea
Ignoti hanno trafugato cavi elettrici in rame alla Mediterranea di Matelica. Il valore della refurtiva si aggira intorno ai 30mila euro, ma il danno complessivo potrebbe ammontare a oltre cento mila euro.
Andrea Cicconessi, addetto all'impianto, racconta con amarezza la scena che si è trovato di fronte al ritorno sul posto di lavoro. "Quando sono andato ad accendere i computer in ufficio, mi sono accorto che non c'era la corrente elettrica. Ho pensato che nella notte potesse esserci stato un calo di tensione che avesse potuto far saltare il quadro. Così sono entrato nello stabilimento per andare a controllare, e mi sono subito accorto che c'erano delle cose che non andavano. Quando sono arrivato nei pressi del blindo della cabina, ho trovato la cabina generale staccata, e tutti i cavi di collegamento con le produzioni strappati e portati via. Con tutto il caos di guide, fili e cablaggi sparsi a terra che si può immaginare".
L'azienda, rilevata nei mesi scorsi dalla Ralò Srl della famiglia Lombardo, era in procinto di ripartire con la produzione, che però verrà ritardata proprio a causa del furto.
"Ora abbiamo l'intero stabilimento fermo", aggiunge sconsolato Cicconessi, "non c'è la possibilità di accendere neanche un interruttore, senza i cavi che andavano ad azionare gli impianti".
Pregiudicato rumeno fermato a Castelraimondo
Nell'ambito dei servizi di controllo del territorio disposti dal Comando della Compagnia di Camerino, diretta dal Capitano Vincenzo Orlando, - finalizzati alla captazione di soggetti di interesse operativo provenienti dalle altre province e soprattutto per contrastare i reati contro il patrimonio, furti in abitazioni ed esercizi commerciali, - i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile hanno denunciato a piede libero, per possesso ingiustificato di strumenti atti allo scasso, M.F., romeno 28enne, pregiudicato con precedenti specifici, domiciliato a Castiglione del Lago (PG).
L'uomo, già noto alle forze dell'ordine, e che annovera a suo carico diversi reati contro il patrimonio, è stato anche proposto per il foglio di via obbligatorio con divieto di ritorno a Castelraimondo. In particolare, nel corso del servizio i Carabinieri hanno intercettato l'Alfa 147 condotta dallo straniero, che si aggirava con fare sospetto nella periferia di Castelraimondo. L'uomo, alla vista dei militari, cercava di allontanarsi per eludere il controllo. Prontamente bloccato e controllato dai militari, è stato condotto presso la sede della locale Compagnia.
Nel corso della perquisizione, all'interno del veicolo i Carabinieri hanno rinvenuto diverso materiale e arnesi atti allo scasso (cacciaviti di varie dimensioni, trapani, frullini circolari, vari tipi di forbici, chiavi e tronchesi, alcune paia di guanti e diverse torce), molto probabilmente da utilizzare per commettere furti. Al termine degli accertamenti, il materiale è stato sequestrato e il romeno è stato deferito all'Autorità Giudiziaria.
Camerino, scontro nella maggioranza
Quello che doveva essere un normale consiglio comunale alla fine si trasforma in un' assisse particolarmente delicata per la maggioranza con due consiglieri che abbandonano l'aula.
Andiamo per ordine. I primi punti all'ordine del giorno, dopo la verifica dei presenti (assenti per la maggioranza il consigliere Gaetano Maccari, per la minoranza Sandra Gentili e Mario Cavallaro) scivolano via con gli atti dovuti e l'approvazione dei verbali delle precedenti sedute consiliari.
Al terzo punto ci sono le comunicazioni del sindaco Dario Conti, che riguardano i temi dell'agenzia dell'entrate soppressa, ma che avrà uno sportello all'interno del municipio camerte. Il tema sempre caldo è la lotta per la difesa del tribunale che vede ancora tutti i 30 sindaci dei comuni sedi dei piccoli tribunali lottare unititi in difesa dei presidi. Il sindaco ha comunicato, inoltre, che non intende concedere ancora per lungo tempo i locali del tribunale per ''ospitare '' materiale d'archivio e ha sollecitato lo sgombero entro la fine di novembre. Quarto punto l'approvazione del nuovo regolamento per il gruppo di protezione civile di Camerino, che verrà unita con il gruppo di Serravalle del Chienti, con l'approvazione di 15 articoli che garantiscono al comune camerte la guida dell'associazione e della struttura unificata. Il voto è stato unanime. Fra le pochissime persone presenti, alcuni volontari che hanno espresso contrarietà all'atto in quanto il comune di Camerino non è obbligato ad associare il servizio di protezione civile, compito invece che la regione Marche ha imposto ai comuni inferiori ai cinquemila abitanti. Gli stessi avrebbero manifestato l'intenzione di lasciare l'associazione in segno di protesta.
Quinto punto, la messa in liquidazione della società Valli Varanensi srl. L'argomento è stato illustrato dall'assessore al bilancio Roberto Mancinelli, che ha chiarito gli adempimenti del comune. La legge impone la messa in liquidazione della società Valli Varanensi. Negli ultimi tre anni la società ha sempre chiuso il bilancio in negativo e la norma per i comuni sotto trenta mila abitanti autorizza la chiusura anche in caso di un solo anno di bilancio in rosso. Valli Varanensi potrebbe mantenere un ramo d'azienda se i soci (56,6% di proprietà della Comunità Montana di Camerino, 44,4% divisa fra i 12 comuni che fanno parte della comunità con Bolognola che non partecipa e non ha quote) decidessero di far gestire il servizio idrico, dirottando i tre dipendenti nel nuovo ramo d'azienda per il quale è necessaria l'operazione di scissione.
Fra i banchi della maggioranza il vice sindaco Pasqui ha presentato sei emendamenti, denunciando poca chiarezza nella delibera che avrebbe dovuto delineare una scelta ben precisa. ''C'erano troppi condizionali – ha dichiarato Pasqui – Così abbiamo sostituito le incertezze in certezze. Il cittadino non vuole troppi se e troppi ma. Con forza abbiamo chiesto anche la tutela dei lavoratori; questo è il nostro compito e quello della politica. Essere vicini alle problematiche dei cittadini è quello che abbiamo fatto e continueremo a fare".
Il capogruppo di maggioranza Antonella Gamberoni, in risposta agli emendamenti presentati, ha precisato che la delibera permette, ma non obbliga ad usufuire di una legge. Il consigliere Bottacchiari, vista l'indecisione della maggioranza, propone così di rinviare il punto all'ordine del giorno e valutare con l'ente capofila, comunità montana e gli altri 11 comuni, di individuare un percorso comune. Proposta però respinta in quanto la decisione doveva già essere stata discussa entro il mese di settembre.
Alla proposta di Pasqui e del suo gruppo risponde anche l'assessore Pupilli, che polemizza sulla scelta del Pdl di non aver appoggiato il referendum sull'acqua e di farsi paladino soltanto ora del servizio idrico pubblico per pura opportunità elettorale. Dubbi e perplessità anche dall'altro assessore di maggioranza Sante Elisei. ''C'è un problema complesso di divergenze nella maggioranza che si trascina da anni. Gli emendamenti proposti, scritti e riscritti non tutelano i lavoratori ma li mettono a rischio". Il dibattito esplode con l'intervento di Giorgio Bottacchiari, che prima ha un battibecco con la segretaria comunale ("una seduta caratterizzata da cose dette e non dette"), poi affonda il colpo sull'assessore Pasqui "reo" di aver aperto ufficialmente la campagna elettorale. "Per Pasqui è normale – afferma Bottacchiari – A pochi mesi dal voto lui e i suoi amici trovano sempre un escamotage per farsi ritirare le deleghe, dimettersi o aprire una crisi. Ritengo che questo seduta sia stata vergognosa e per questo esco dall'aula". Con lui esce anche il consigliere Salvucci. Si procede quindi con una dichiarazione di voto del consigliere Di Girolamo, che ai microfoni di Radio C1 dichiara: "Innanzitutto bisogna dire, come giustamente ha fatto osservare il consigliere Bottacchiari, che è cominciata la campagna elettorale. Ciò si è manifestato in questo consiglio, che ha evidenziato le spaccature della maggioranza. Altro punto è, invece, la delibera e qui ci troviamo di fronte a una cosa importante, che viene trattata sempre con la solita superficialità. Ci sono due problemi, uno politico e un altro tecnico. Il problema tecnico è quello della messa in liquidazione, dovuta per legge, di queste società che sostanzialmente non fanno utili, provocano dei rossi all'interno dei bilanci. L'altra questione è politica. Nella norma c'è un cavillo che permette alla Valli Varanensi di gestire il servizio idrico e di questa facoltà si vogliono avvalere gli amministratori. Vogliono riempire di potere una scatola che è già vuota. Sono anni che tentano di riempirla, ma la riempiono con il nulla. Stiamo facendo scatole cinesi soltanto per creare piccoli posti per i trombati di turno." Sull'uscita dall'aula del consigliere Bottacchiari il vice sindaco Pasqui glissa parlando ironicamente di "stanchezza dovuta alla poca abitudine ai consigli comunali", mentre riguardo ai paventati venti di crisi lo stesso afferma che "nella maggioranza si è tutti dalla stessa parte, visto che gli emendamenti sono stati votati. Il solo partito che mi interessa si chiama territorio".
Castelraimondo, via all'anagrafe digitale
Dal primo novembre niente più schede cartacee all'anagrafe comunale. Lo ha deciso la giunta comunale, su proposta del responsabile del servizio anagrafe. Ormai le schede individuali e di famiglia, che riportano i dati anagrafici dei cittadini e dei nuclei familiari, possono essere formate ed aggiornate in esclusiva modalità informatica, a seguito dell'autorizzazione del ministero dell'Interno, di intesa con l'Istituto nazionale di statistica. Sarà abbandonato così il lavoro manuale di aggiornamento di queste schede, il cui ultimo giorno sarà il prossimo 31 ottobre. L'intero archivio cartaceo sarà conservato e a disposizione degli operatori. Questa operazione di informatizzazione totale dell'archivio potrebbe facilitare anche l'utilizzo dei documenti in formato elettronico. Sono state adottate tutte le misure di sicurezza idonee a garantire nel tempo la perfetta conservazione e la disponibilità immediata e completa di tutti i supporti anagrafici contenenti le posizioni dei cittadini.
Il salvataggio dei dati della rete comunale è effettuato giornalmente dai server di sistema operativi, sulla rete informatica comunale e supervisionati dalla Halley informatica di Matelica, che fornisce gli applicativi informatici per gli uffici comunali.
Matelica, abbandonano l'auto con la refurtiva
I carabinieri del nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Camerino, nel corso di controlli notturni sul territorio, hanno intercettato una Opel Astra con due persone a bordo che usciva dalla zona industriale di Matelica. Alla vista della pattuglia i due occupanti della vettura abbandonavano il mezzo riuscendo a dileguarsi nelle campagne limitrofe. Gli accertamenti sul mezzo hanno permesso di appurare che lo stesso era stato rubato poco prima all'interno di un'azienda sita in quella zona industriale. Inoltre, all'interno dell'auto i militari hanno trovato tre computer portatili e 200 euro in contanti provento di furti commessi poco prima ai danni di due aziende. La refurtiva recuperata, per un valore di circa 2.000 euro, è stata restituita agli aventi diritto. L'Opel Astra utilizzata per fuggire è stata sottoposta ad approfonditi accertamenti al fine di rinvenire tracce utili all'identificazione dei malviventi. E le indagini non si fermano qui.
Madre scrive su facebook, tre denunciati per droga
E' stato quel messaggio, pubblicato nella bacheca di Facebook, ad attirare la curiosità di un carabiniere che stava in quel momento collegato al sito. “Ma una pulizia a questi spacciatori non si può fare? Conosco i nomi di tutti e vi denuncio”. Dopo aver individuato l'account, i carabinieri sono risaliti all'identità di una donna, 40enne, madre di due figli dei quali uno minorenne, che veniva subito ascoltata. La donna riferiva di aver appreso che diversi ragazzi, tutti giovanissimi, erano soliti andare ad acquistare droga fuori paese per poi spacciarla nel luogo di loro residenza. Nella circostanza, la signora forniva anche i nominativi dei ragazzi, aggiungendo di avere timore per i suoi figli che, a suo dire, sarebbero stati già più volte avvicinati dal gruppo con il fine di indurli al consumo. Le indagini condotte dai militari della compagnia di Camerino e della stazione di Fiuminata hanno così permesso di individuare tutti i personaggi ai quali si riferiva la donna. Si tratta di giovanissimi, di età compresa tra i 16 ed i 24 anni, tutti residenti a Fiuminata, nei confronti dei quali gli uomini del capitano Vincenzo Orlando hanno fatto predisposto le perquisizioni personali e domiciliari finalizzate alla ricerca dello stupefacente. Così per tre di loro, trovati in possesso di 15 grammi tra hashish e marijuana, è scattata la denuncia per detenzione ai fini di spaccio. Nell'ambito delle operazioni i militari hanno anche provveduto a segnalare al Prefetto, quali assuntori, anche tutti gli altri ragazzi precedentemente individuati nel corso dei servizi di osservazione.
